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Un ventilatore per papà

 

 

Gli operatori sociali del distretto di Hoan Kiem seguono il reinserimento dei ragazzi di strada nelle famiglie e nei villaggi di origine, offrendo un prezioso supporto nel periodo delicato del rientro. Quella che segue è la traduzione dal vietnamita del resoconto di una di queste visite.

In questo viaggio a Thanh Binh, nella provincia di Ha Nam, abbiamo visitato la famiglia di Nguyen Van Thien, un ragazzo che ha vissuto abbastanza a lungo nel Centro di accoglienza.
Quando siamo arrivati a casa sua, Thien non era ancora rientrato dalla risaia del vicino, dove stava lavorando per la mietitura. Siamo stati ricevuti da suo padre, il signor Luong, e dallo zio, il signor Binh, che ci ha raccontato la storia della famiglia.
Da giovane, il signor Luong aveva partecipato come volontario alla guerra nel Laos. Tornato al villaggio, si era messo a lavorare la terra. Qualche anno dopo, i suoi genitori avevano combinato il suo matrimonio con una ragazza orfana di entrambi i genitori, che fin da bambina era stata adottata da una famiglia di un distretto vicino.
Gli sposi avevano avuto tre bambini e vivevano felici. Quando il più piccolo aveva tre anni, la madre si era ammalata di insufficienza renale. Il signor Luong aveva venduto la sua risaia per pagare le cure, ma la malattia aveva rubato la vita di sua moglie. Rimasto solo, con tre bambini piccoli e a mani vuote, il signor Luong aveva cominciato a soffrire di gravi turbe psichiche; aveva lasciato i figli e passava dei periodi lontano da casa.
I due ragazzini più grandi erano andati a cercare di guadagnarsi da vivere per le strade di Hanoi, mentre il più piccolo era stato preso in carico dallo zio Binh, un giovane ex soldato amputato delle braccia ma non inserito nelle liste dei disabili di guerra. Nonostante le condizioni assai disagiate, il signor Binh dedicava grande cura, affetto e amore ai suoi figli e al nipote.
Thien è un ragazzo taciturno, discreto, ma molto energico. Prima di lasciare il villaggio aveva finito la seconda elementare. Ad Hanoi aveva continuato a frequentare la scuola presso il Centro di Educazione regolare Nguyen Van To, e a tutt'oggi ha terminato la settima classe. Quando era ad Hanoi, oltre a studiare, faceva il lustrascarpe per mettere da parte un po' di soldi da mandare a casa per pagare le cure necessarie per suo padre e per ricomprare almeno una parte della risaia che era stata venduta per pagare le cure della madre.
Mentre chiacchieravamo con la sua famiglia, Thien è rientrato dalla risaia. Ci è sembrato dimagrito, ma robusto e in buona salute. Era molto felice di rivederci, e ha chiesto degli amici che aveva conosciuto al Centro. Ci ha parlato della sua vita attuale con il padre e gli altri due fratelli, e dei 1.400 metri quadri di risaia da lavorare. La vita è ancora molto difficile, oltre al lavoro dei campi non ci sono altre opportunità. Anche quando il raccolto è buono, la sua famiglia si trova sempre a corto di viveri per due o tre mesi all'anno. "Per fortuna, dice Thien, mi hanno fatto credito fino alla stagione del raccolto. Così ho potuto comprare un ventilatore per mio papà: fa molto caldo, e questo aggrava la sua malattia".
Thien mi incarica di portare saluti e ringraziamenti alle operatrici del Centro, che l'hanno aiutato quando era ad Hanoi, soprattutto quando si era fatto male cadendo da un albero. Lo incoraggio a fare ogni sforzo con le sue capacità e con le sue mani, perché adesso è lui il sostegno della famiglia.
Thien ritorna nella risaia, dove sta prestando giornate di lavoro come pagamento del debito contratto a suo tempo col vicino di casa, mentre noi riprendiamo la strada nazionale verso Hanoi. Nessuno di noi parla, ma tutti abbiamo dentro una grande tristezza perché nelle campagne ci sono ancora famiglie troppo povere e ragazzini che lavorano duramente per far fronte alle troppe difficoltà della vita. Però i ragazzi ci tengono a rimanere nel villaggio natale, e questa è una cosa preziosissima.

Nguyen Dien

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