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I ragazzi di strada
di Andrea Gallina

Lo studio preparato per il progetto Asia Urbs VNM007 sui ragazzi di strada e le loro strategie di sopravvivenza rappresenta un contributo importante per la comprensione delle trasformazioni socio-economiche in corso in Vietnam.

Il problema dei ragazzi di strada è una questione delicata e complessa, le cui cause sono molteplici. Questo si riflette anche nel fatto che gli studi sui ragazzi di strada in Vietnam forniscono varie definizioni, e che le statistiche in merito sono alquanto inaffidabili. Uno dei contributi della ricerca è stato proprio quello di fornire una definizione più aggiornata e precisa, in grado di evitare incomprensioni e sovrapposizioni. Grazie allo studio preliminare sono state delineate tre categorie di ragazzi di strada. Questo schema è stato in seguito perfezionato e adeguato alle esigenze della ricerca sul campo.

Su questa base, si considerano “ragazzi di strada”:

  1. i minori che sono fuggiti dalle famiglie o non hanno famiglia e cercano di guadagnare da vivere per sé;
  2. i minori che appartengono a famiglie di immigrati (e quindi non hanno un permesso di residenza);
  3. i minori che sono andati via da casa perché spinti da condizioni di estrema povertà e cercano di guadagnare da vivere per sé e per aiutare la famiglia.

Ognuna di queste categorie include ragazzi che dormono per la strada oppure no. Secondo le statistiche ufficiali vi sono in Vietnam circa 19.000 ragazzi di strada, concentrati soprattutto nelle città di Hanoi e Ho Chi Minh e nelle principali città delle province centrali e settentrionali. I ragazzi del primo gruppo sono particolarmente soggetti a disagio psicologico, dal momento che sono stati scacciati dalla famiglia o hanno perso i genitori. Di solito sono i più diffidenti nei confronti degli altri e con maggiore facilità entrano a far parte di gang criminali. Anche i ragazzi immigrati in città con la propria famiglia sono particolarmente vulnerabili: non avendo la residenza, non hanno accesso ai servizi pubblici come l’assistenza sanitaria e le scuole. I ragazzi della terza categoria sono invece spinti sulla strada da una situazione di miseria che la famiglia non è in grado di sopportare. Nei casi più fortunati, un miglioramento delle condizioni della famiglia li richiama a casa.

Secondo gli esperti in Vietnam, il numero di ragazzi di strada sta diminuendo. Questo può essere dovuto a un miglioramento generale della situazione nelle campagne (in alcune province). Paradossalmente ciò avviene in un periodo di tagli alla spesa pubblica per i servizi sociali (diminuzione della durata della scuola dell’obbligo, eliminazione dei sussidi per il pagamento delle rette scolastiche…). Allora, dove vanno a finire i ragazzi di strada? Stanno lentamente scomparendo? E’ difficile dare una risposta. La crescita della prostituzione infantile, legata al turismo, e lo sfruttamento del lavoro minorile, legato ai processi di industrializzazione e modernizzazione dell’economia, sono in Vietnam una realtà. Non è possibile dire se queste rappresentano le nuove occupazioni dei ragazzi di strada, ma è evidente che la soluzione di complessi fenomeni sociali è difficilmente raggiungibile operando a un solo livello.
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