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Novembre 2006 – Visita in Vietnam

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Alla fine del primo viaggio in Vietnam, percorrendo la strada dall'hotel per l'aeroporto, un senso di malinconia mi prese guardando fuori dai finestrini del taxi. Il primo impatto con un paese diverso e lo scopo e le finalità del viaggio mi avevano lasciato il desiderio di tornarci!

Da Riola ad Hanoi

Quest'anno ci sono tornato; siamo solo in due, a differenza della prima volta, ma lo scopo e le finalità rimangono le stesse: portare gli aiuti di Dialoghi, incontrare i responsa-bili dei due Distretti per conoscere meglio la loro realtà e le loro problematiche, vivere un'esperienza di arricchimento culturale non mediata da agenzie turistiche.
Una novità è stato il contatto con due scuole. Avevamo chiesto questo incontro per avviare un progetto di scambio di disegni, lavori e lettere fra ragazzi delle elementari, per mettere in contatto due realtà: quella nostra e quella vietnamita.
I ragazzi della scuola di Riola sono già stati coinvolti e hanno preparato una prima serie di disegni per avviare lo scambio. Alla fine dell'anno pensiamo di concludere questa "avventura" con una giornata dedicata al Vietnam, con proiezioni di immagini, mostra fotografica e di oggetti del Vietnam, dibattito e presentazione dei lavori.
La prima scuola che visitiamo è quella del distretto di Hai Ba Trung (1.300 allievi divisi in una trentina di classi). La scuola è dotata di attrezzature per la didattica e per l'insegnamento della musica e dell'informatica. Una trentina di alunni provengono da famiglie povere ed 8 hanno serie difficoltà o perché orfani o con genitori separati.
La quinta elementare si presenta parlando inglese, tutti in piedi a salutare. Dopo il primo impatto, mostriamo i disegni portati dall'Italia. I disegni vengono disposti sulla lavagna, l'interprete legge cosa c'è scritto ed ognuno viene invitato a sceglierne uno. Dopo una certa titubanza, si alzano le mani una dietro l'altra ed ogni bimbo motiva la scelta o per affinità di giochi o per come ogni bimbo si è disegnato, dalla forma dei capelli al tipo di vestito.
Nell'aula c'è un televisore, una cartina del Vietnam e un ritratto di Ho Chi Minh (lo "zio Ho"). Nella scuola vi è una sala dove sono esposti lavori di bella scrittura, disegni meritevoli, attestati e premi avuti da autorità, foto di classi e di docenti, statua del generale che ha liberato il Vietnam dall'invasione cinese. L'orario delle lezioni prevede 5 ore per 5 giorni alla settimana: dalle 8 alle 11 lezione, poi riposo, pranzo, giochi; dalle 12 alle 13 si dorme e dalle 14 alle 16.15 attività pomeridiane.
La seconda scuola che visitiamo si trova nel distretto di Hoan Kiem. Anche qui, la proposta dello scambio coi ragazzi italiani suscita entusiasmo. Nella quinta dove vengono presentati altri disegni stanno facendo Arte: modellano figure di animali con il Das.
La scuola ha ricevuto premi ed attestati per i lavori presentati. C'è una sola maestra per tutte le materie (tranne la lingua straniera, arte, musica e ginnastica).
Gli allievi sono quasi tutti in divisa, curati nell'aspetto, le bimbe con treccine e nastri nei capelli. È una scuola più piccola, con maestri preparati e motivati, che cerca di mantenere alto il livello educativo.

Scuola e lavoro

Le visite successive ci portano a conoscere altre realtà. Sempre nel distretto di Hai Ba Trung ci conducono in un piccolo orfanotrofio, dove otto operatori si prendono cura di una ventina di bambini dai 4 ai 16 anni.
Ci sembrano pochi in un distretto così popolato, ma la maggior parte degli orfani rimane presso qualche parente, nell'ambito della famiglia allargata.
Visitiamo poi una Casa per ragazzi di strada. È frequentata da un centinaio di ragazzi che sono venuti ad Hanoi dalla campagna, spinti per lo più dalla miseria. Dai 9 ai 13 anni la fascia d'età più numerosa. Dormono in camere in affitto o presso qualche parente. La Casa offre un punto di riferimento e la possibilità di frequentare corsi scolastici, seguiti da 80 ragazzi che associano scuola e lavoro. Gli altri 20 lavorano a tempo pieno. Per molti, il lavoro consiste nel portare in giro i numeri del Lotto per chi non ha tempo di recarsi al centro del Lotto, nel controllare i motorini nei parcheggi dei ristoranti, nel fare pulizie... Ai più grandi viene insegnato un mestiere che potranno svolgere nel villaggio d'origine, nella prospettiva di un ritorno a casa.
Visitiamo anche una delle tante scuole professionali di Hanoi. Informatica, cucito, attività alberghiera, elettricità, ferramenta e saldatura sono le principali attività. I corsi durano da 3 mesi ad un anno ed è frequentata da 1400 - 1500 alunni all'anno. I corsi sono gratuiti per i ragazzi di famiglie disagiate.
Sicuramente una sintesi rende molto meno del vissuto della dinamica degli incontri, ma importante è stata l'opportunità di fare questa conoscenza nell'ottica di avere sempre più scambi reciproci.
Molto ancora ci sarebbe da narrare; al rientro, percorrendo la strada attorno al lago Hoan Kiem verso l'aeroporto, ritorna quello stato d'animo della prima volta: una malinconia mi accompagna verso il ritorno a casa.

Giovanni

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