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La famiglia Tanh

Tung suona il Dan Bau, strumento tradizionale vietnamita

la nonna di Tung

la mamma di Tung alla macchina da cucire

Questa è la storia della famiglia di Tung, il ragazzo non vedente che studia musica. Una famiglia che sta ancora scontando gli orrori che la guerra porta in sé.
Il padre, Thanh Son, è un giovane fotografo, ama molto l'arte e lo studio della fotografia. Per guadagnarsi da vivere, si reca tutti i giorni in un grande parco pieno di verde e di giostre ove le mamme accompagnano i bambini, e cerca di vendere qualche foto ricordo. Non si lamenta del suo lavoro, ma non è così che amerebbe fare fotografia. A casa conserva alcune belle foto artistiche che ha fatto nei pochi momenti che ha potuto dedicare a se stesso, e le mostra con orgoglio.
È il nonno, molto presente e attivo in famiglia, a raccontare tutta la storia. Thanh Son era molto giovane quando ha combattuto con i vietcong del Fronte di Liberazione vietnamita. Era piccolo, magro e basso di statura. La prima volta che gli hanno messo in mano il fucile, più grande di lui, non sapeva proprio cosa farci. Ma già dal primo giorno sul campo di battaglia si è guadagnato una medaglia al valore. Quello però non era il suo posto, dice il nonno, non capiva perché doveva combattere quella guerra. Nello stesso periodo si è sposato, e dopo un po' di tempo è nata una bella bambina. Già dai primi mesi di vita si sono accorti dell'esistenza di problemi di vista, di udito e di funzioni motorie. Oggi ha 22 anni, un bel volto e due enormi occhi assenti. Il suo cervello sembra non considerare quel corpo.
Sua madre si occupa di lei: soffre molto, in silenzio, ma come tutte le donne ha una grande forza. Per contribuire alle entrate della famiglia, con una macchina da cucire svolge piccoli lavori di sartoria.
In seguito nasce un secondo figlio, Tung. Anche con lui la vita non è generosa, gli riserva uno stato di cecità totale dall'età di 12 anni. E' stato visitato da diversi medici del paese, e forse sarebbero state necessarie alcune cure, ma la famiglia era troppo povera per permetterselo.
Oggi un bravo medico si occupa di lui ma la sua cecità è diventata irreversibile. Il nonno è diventato gli occhi del ragazzo, trascorre tutta la giornata con lui. Lo porta a scuola in bicicletta e segue i suoi studi di musica.
Tung è molto bravo a suonare il piano e il Dan Bau (o monocordo), uno strumento tradizionale vietnamita con cui di solito si eseguono musiche tristi. Le donne in modo particolare amano queste melodie. La vita non è semplice per molte di loro, e quando hanno grossi problemi in famiglia ascoltano quei suoni, piangono e il giorno dopo si sentono meglio: hanno riacquistato la forza per continuare.
L'intervistatore racconta di aver partecipato anche lui alla guerra nella stessa regione. Anche sua moglie ha problemi: non è mai riuscita a portare a termine una gravidanza. Nessuno di loro si è reso conto di quello che stava accadendo quando gli americani hanno irrorato il territorio con l'agente orange, un defoliante a base di diossina. Hanno visto l'erba e gli alberi diventare neri, bianchi e arancio, hanno sentito un forte bruciore in gola, hanno cominciato a sudare e ad avere febbre alta. Thanh Son è stato ricoverato in ospedale per mesi, ma nessuno gli ha detto che aveva respirato la diossina, che i suoi figli sarebbero nati con problemi; gli è stato solo proibito di tornare alla sua terra a fare il contadino, ma lui non sapeva il perché.
Anche la nonna contribuisce come può al sostentamento della famiglia: esce ogni mattina con un piccolo cesto e vende tazze di the e sigarette sui marciapiedi della città. Sorride e scherza con l'intervistatore: il suo lavoro è illegale, e racconta che se arriva la polizia lei scappa più veloce che può. Molte volte, mentre è per la strada con il suo the e le sigarette, si sente molto triste: nel vedere famiglie felici, pensa alla sua, povera e con tanti problemi.
Anche il nonno non sa dove i suoi figli attingano la forza per andare avanti. Fino ad ora ce l'hanno sempre fatta, con i piccoli lavori di tutti i giorni e grazie all'aiuto del Distretto e di amici come quelli di Dialoghi. È una famiglia molto unita, e l'unità familiare è uno dei fondamenti della vita in Vietnam. Sanno che finché saranno insieme, ci sarà forza in loro.
Ci ha colpito la serenità dei loro 'giovani' volti. Abbiamo solo un piccolo filmato, ma è a disposizione di chi lo volesse visionare.

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