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Centro di recupero per tossicodipendenti. Sul cartellone si legge: “Vivere in modo sano e positivo. Curarsi per un futuro più luminoso”

Incontro settimanale del Club 93

Hanoi, Centro di recupero per tossicodipendenti. La sala da pranzo del settore femminile. Sul muro si legge: “L’igiene è il padre della salute, la salute è la madre della vita”.
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Il disagio e il rifiuto
Nella società vietnamita, il tossicodipendente viene considerato come un paziente affetto da una malattia incurabile, come un criminale o come persona molto pericolosa. Per la famiglia è una vergogna avere fra i suoi componenti un tossicodipendente.
La gente di solito si allontana dai drogati e, a causa di questo pregiudizio, anche quelli che si sono già disintossicati a livello fisico e vogliono liberarsi dalla necessità psicologica della droga trovano difficoltà di reinserimento.
Se all'interno dell'ambiente di lavoro si scopre che un dipendente si droga, con molta probabilità questi verrà licenziato, dato che in Vietnam le imprese rifiutano di assumere tossicodipendenti.
Secondo le leggi vietnamite, l'uso di qualsiasi tipo di sostanza tossica, in qualsiasi quantità, costituisce un illecito molto grave, perciò queste persone rimangono generalmente disoccupate e per loro continuare a drogarsi diventa l'unica strada percorribile
Insieme contro la droga: un club per non cadere
Per aiutare il reinserimento, il distretto di Hoan Khiem ha creato dei centri dove le persone uscite dal tunnel si ritrovano. Lo scopo di questi “club” è di non far sentire soli coloro che con grande sforzo sono riusciti ad uscire dalla droga, sostenendoli nella loro fatica, in modo che non abbiano ricadute.
Durante la nostra ultima visita ad Hanoi siamo stati invitati a partecipare a incontri settimanali del “Club 93”. A questi incontri partecipano ex tossicodipendenti, operatori del distretto, volontari con passate esperienze di droga e persone del quartiere particolarmente sensibili ai problemi di disgregazione delle famiglie, spesso all'origine del disagio che porta alla tossicodipendenza.
Il fulcro di queste serate è il momento dello scambio di esperienze, seguito da giochi collettivi e dalla condivisione di frutta e dolci, attività che contribuiscono a creare un clima di calore umano e ad instaurare legami tra le persone.
La collaborazione di Dialoghi
Da anni i vietnamiti ci avevano fatto richiesta di aiuto per un progetto sulla droga.
A questo scopo abbiamo preso contatto con varie organizzazioni che lavorano nel settore sul nostro territorio nazionale, organizzando una serie di incontri con una delegazione vietnamita invitata in Italia anche a questo scopo. Purtroppo però non è stato possibile arrivare alla realizzazione di un progetto.
Per andare incontro ugualmente alla richiesta del Comitato popolare di Hoan Kiem, Dialoghi ha approfondito il problema insieme agli operatori vietnamiti, offrendo un sostegno alle loro attività e impegnandosi a continuare l'azione di sensibilizzazione in Italia.
Hoang Hai Pham
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