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Ambasciata
della Repubblica Socialista del Viet Nam

Comunicato stampa

Roma, 14 aprile 2004

In questi giorni nell'ambiente politico e sui diversi mezzi d'informazione di massa in Italia circolano le voci, alimentate principalmente dalla dichiarazione del Partito Radicale Italiano, secondo le quali lo scorso fine settimana migliaia di montanari cristiani degli altopiani del Viet Nam avrebbero partecipato alle manifestazioni contro il Governo per aver bruciato le loro chiese costringendoli a fare la preghiera di Pasqua all'aperto e per chiedere la tutela dei loro diritti fondamentali ed il Governo vietnamita avrebbe ordinato una dura repressione contro i manifestanti provocando più di 400 morti.

Di fronte a tali inattendibili informazioni, l'Ambasciata del Viet Nam in Italia è autorizzata a dichiarare quanto segue:

1. Si smentiscono in modo più categorico le informazioni fornite principalmente dal Partito Radicale e riportate poi dai mezzi d'informazione di massa italiani e si dichiara che quelle informazioni erano completamente false e prive di ogni fondamento. Il fatto è che lo scorso fine settimana in alcune località delle provincie di Dak Lak e di Gia Lai dell'altopiano centrale poche centinaia di persone appartenenti alle minoranze etniche, e non esclusivamente montanari cristiani come si voleva fare credere, che popolano la zona, hanno manifestato contro le irregolarità e gli errori commessi dalle autorità locali durante l'esercizio del loro potere, soprattutto quelli che riguardavano l'uso della terra coltivabile. La maggior parte dei manifestanti, dopo aver ricevuto dalle autorità locali le assicurazioni di un pronto rimedio degli errori e irregolarità commessi, si è ritirata  tornando nelle proprie abitazioni, ma gruppi di irriducibili hanno attaccato, occupato e distrutto alcune sedi delle autorità locali e hanno provocato intenzionalmente lo scontro con le forze d'ordine causando numerosi feriti in tutte e due parti. Alcuni manifestanti più scatenati che erano diretti responsabili per gli scontri e disordini sono stati fermati dalle forze d'ordine, ma non c'è stata nessuna vittima. Dopo gli scontri, la vita nelle suddette località è tornata alla normalità e si augura che fra breve la zona possa essere nuovamente visitata dai turisti e giornalisti stranieri.

2. Il pieno rispetto dei diritti fondamentali dell'individuo e dei gruppi etnici è la base della politica di solidarietà nazionale dei Partito Comunista e del Governo del Viet Nam.  Tutte le etnie, anche quelle di minoranza, vengono trattate in modo uguale. Il diritto alla preservazione e allo sviluppo delle propria cultura e tradizioni, nonché al libero credo religioso ed altri diritti essenziali di ogni gruppo etnico vengono garantiti e sanciti dalla Costituzione dello Stato. In Viet Nam attualmente convivono pacificamente 54 gruppi etnici, legati tra essi dai vincoli di fratellanza e di rispetto reciproco; ci sono poi 6 religioni principali, tra le quali la religione cristiana con circa 6 milioni di credenti. Nelle zone dell'altopiano centrale come in tutto il Viet Nam, i cristiani, i protestanti, i buddisti, eccetera, possono esercitare liberamente la loro religione nei propri luoghi di culto ed hanno buoni rapporti di collaborazione con le autorità locali; anche in occasione della recente Festa di Pasqua, la messa e la preghiera comune sono state organizzate in tutte le chiese del Viet Nam, comprese quelle sugli altopiani. Gli incoraggianti risultati ottenuti negli ultimi tempi dal Viet Nam in questo settore sono stati riconosciuti pienamente dalla stragrande parte dei Paesi del mondo, dalle numerose Organizzazioni Non-Governative Internazionali, comprese quelle che operano da molto tempo in Viet Nam, e dalle Organizzazioni delle Nazioni Unite.

Certamente, il sistema legale ed amministrativo del Paese non è ancora perfetto e va ulteriormente migliorato; nella vita sociale delle popolazioni esistono ancora casi d'ingiustizia e di disuguaglianza che vanno eliminati passo dopo passo, ma affermare che il Governo del Viet Nam abbia violato i diritti umani tollerando la distruzione dei luoghi di culto e la repressione delle persone che chiedono il rispetto delle loro libertà individuali è semplicemente assurdo ed inaccettabile. Ci sono forze ostili al Viet Nam che da tempo cercano di approfittare dell'arretratezza delle zone montuose, soprattutto quelle dell'altopiano centrale, e del basso livello di istruzione delle popolazioni locali per fomentare disordini ed istigare la gente delle etnie minoritarie alla ribellione e alla fuga clandestina all'estero con lo scopo di distruggere l'unità nazionale del Viet Nam, di provocare l'instabilità politica e sociale della regione e di danneggiare l'immagine ed il prestigio internazionale del Viet Nam. Questo disegno oscuro sarà combattuto in modo più deciso dal Popolo vietnamita e sarà destinato al totale fallimento. Il Viet Nam, con la cooperazione e l'appoggio della comunità internazionale, compierà ulteriori sforzi per consolidare la solidarietà e l'integrità nazionale, per migliorare sempre più gli essenziali aspetti di vita del proprio popolo e per preservare e aumentare ancora maggiormente il suo prestigio internazionale.

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