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In cerca di sentieri di pace
di Arrigo Chieregatti

Non vogliamo lasciar cadere l'esperienza ricca che ci ha accompagnato durante i due anni di realizzazione del progetto per i ragazzi di strada e i lunghi anni di preparazione del progetto stesso. 

Abbiamo incontrato i bambini di strada del Vietnam, ma anche i bambini italiani e danesi delle nostre scuole. E abbiamo potuto fare il confronto.

Abbiamo incontrato gli amministratori della città di Hanoi, di Hué ma anche delle nostre città europee, e anche fra queste istituzioni abbiamo potuto fare il confronto.

Abbiamo visto la struttura delle città asiatiche, e anche delle nostre città occidentali, e abbiamo potuto fare il confronto.

Abbiamo visitato istituzioni scolastiche d'ogni livello, luoghi di lavoro, di divertimento, ospedali e comunità di ricupero del Vietnam, e abbiamo potuto confrontarle con le analoghe istituzioni dei nostri paesi.

Abbiamo potuto incontrare uomini politici, ambasciatori di diverse nazioni sia dell'Oriente come dell'Occidente, e abbiamo fatto paragoni e confronti. 

Forse alcuni possono aver fatto apprezzamenti sulle esperienze delle diverse culture, ma noi vogliamo ripetere l'espressione della Signora Pham Thi Lan Phuong, vice Sindaco del distretto di Hoan Kiem in Hanoi. Le era stato chiesto: “Dopo circa quindici giorni durante i quali è rimasta in Europa, quale giudizio può dare?”. La Signora rispose tranquillamente: “Ognuno ha i suoi difetti e i suoi pregi”.

Questa risposta è rimasta nella nostra mente ed è divenuta l'indicazione del nostro cammino d'amicizia, d'incontro e di scambio con il popolo vietnamita. Non abbiamo possibilità di dare giudizi sui popoli altri, perché siamo portati a dare giudizi secondo il nostro pensiero, che inevitabilmente riteniamo il migliore.

Quando abbiamo scelto il nome “Dialoghi” per la nostra Associazione forse non avevamo compreso a fondo la ricchezza cui andavamo incontro. Chi intraprende un dialogo serio con qualcuno non può interromperlo facilmente. 

Per questo non abbiamo mai pensato di interrompere gli impegni che ci siamo presi con gli amici vietnamiti, abbiamo solamente discusso le modalità che potevano essere più rispettose per l'amicizia e più conformi alle nostre possibilità.

Tanti amici ci stanno aiutando finanziariamente per sostenere la Casa dei ragazzi di strada, o in altri gesti di solidarietà verso le persone in difficoltà che abbiamo conosciuto. 

Queste pagine vogliono essere un ringraziamento silenzioso e discreto per tutti coloro che hanno sentito l'esigenza e l'urgenza di questo impegno. Tuttavia non crediamo opportuno ridurre all'aiuto finanziario l'amicizia che ci lega con coloro che abbiamo conosciuto in Vietnam. 

Ormai il Vietnam è divenuto una nostra seconda patria, come per tanti vietnamiti l'Italia è divenuta quasi una seconda patria, e d'ora in poi sarà per noi un'offesa personale sentire colpire il Vietnam, come per loro sentire offendere l'Italia.

Ma un altro impegno ci ha profondamente compromessi: nessun problema grave può essere risolto da una nazione da sola, nessun problema grave è sorto all'interno di un popolo: ognuno deve sapere che il problema di uno è il problema di tutti. 

Il problema dei ragazzi di strada del Vietnam o del Brasile è di tutti, il problema della droga o di coloro che in Vietnam sono stati colpiti dalle armi chimiche è un problema che ci coinvolge personalmente.

Tornando dal Vietnam o dalla Cambogia, dal Brasile o dal Kenia il nostro impegno è lavorare perché nel nostro paese, nelle nostre strutture politiche, sociali, economiche, religiose ed educative passi la convinzione che i problemi saranno risolti laggiù se avverrà un cambiamento nel nostro sistema socio-politico e nella nostra cultura.

Dialoghi, senza pretese, vuole impegnarsi in iniziative che contribuiscano a cambiare, nel limite del possibile, l’egocentrismo che spesso caratterizza la nostra mentalità di Occidentali.

Consapevole dell'importanza di aprirsi alle altre culture del mondo per cercare sentieri di pace e accogliere un soffio di aria nuova sui problemi della nostra società e della nostra vita, Dialoghi cercherà di offrire strumenti di approfondimento interculturale per la presa di coscienza della nostra situazione sociale e religiosa.

Verranno organizzati corsi e convegni; verranno forniti documenti, articoli, riflessioni e occasioni di incontro, per rendere concreto il dialogo tra le culture.

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